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 introduzione allo yoga
 

Cos'è lo Yoga

Lo Yoga è una filosofia trascendentale e una scienza mistica. Questi 2 aspetti sono perfettamente integrati e formano un'unità. Filosofia trascendentale perché ci offre una visione della vita che ci porta oltre la condizione umana elevandoci senza negazioni.

L'immagine più calzante a rappresentare questa visione è quella del fiore di loto: le sue radici affondano nel fango, materialità indistinta e buia ma ricca di energie consolidanti, lo stelo cresce nelle acque non sempre pure dello stagno, che simboleggiano l'ambiente in cui la vita umana si sviluppa, pieno di ombre, eventi incontrollabili e contradditori.

Il fiore di loto, invece, si schiude nella pura luce del sole, che sta per spiritualità e coscienza, ed è sempre pulito e splendente perché i suoi petali hanno un'aderenza così ridotta che ogni cosa con cui entrano in contatto scivola via, persino l'acqua.

Questa immagine ci da un messaggio preciso; seppure il percorso che conduce alla realizzazione spirituale possa risultare lungo e laborioso, pure una volta raggiunta la meta, completata la trasformazione, nulla può più alterarlo, il dolore, la pena e l'incertezza sono superati per sempre.

In quanto scienza mistica lo Yoga offre una vasta gamma di strumenti e pratiche per realizzare in solido tutte quelle trasformazioni necessarie alla realizzazione di una superiore umanità, maggiormente libera dai vincoli della materialità e glorificata dalla luce.

Le tecniche evolutive proprie dello Yoga sono state sperimentate nei millenni e sono in grado di trasformare energie grossolane e limitate in flussi più rarefatti e luminosi, in un percorso di crescita che ci avvicina gradualmente alla natura divina, sino alla completa identificazione e integrazione.

Visione, scopo e mezzi dello Yoga costituiscono un'unità inscindibile.

 

Hatha Yoga

Hatha è una parola composta da Ha, che simboleggia le energie solari e positive, e Tha che rappresenta le energie lunari e negative. Assieme indicano totalità e riunione degli opposti in una nuova, rigenerata unità. L'Hatha Yoga si basa sul controllo del Prana (energia universale) nel corpo, è un sistema di realizzazione che si muove dal grossolano al sottile e, partendo dalla fisicità, arriva alla coscienza del mentale e del nucleo spirituale presente in ogni essere.
Lo Hatha Yoga è la premessa necessaria ad ogni pratica spirituale; è in grado di favorire la purificazione del corpo, l'incremento della salute e della longevità, opera sull'energia Kundalini e sui Chakra favorendone il risveglio e l'armoniosa fioritura, coltiva in modo particolare il respiro, la postura, i Mantra, le Mudra e i Bandha come pure forme esterne e interne di concentrazione. Lo Hatha Yoga porta a un progressivo controllo e purificazione del corpo, e alla successiva coscienza delle energie che stanno dietro alle differenti funzioni e al loro rapporto con il mentale. Partendo dal corpo si arriva, attraverso un percorso non breve ma salutare e sicuro, alla condizione ideale per affrontare concentrazione e meditazione.
 

Asana

Le Asana, o posizioni dello Yoga, sono delle pratiche molto speciali.
Apparentemente sembrano semplici figure realizzate con il corpo, che richiedono agilità e scioltezza articolare. La loro vera natura è invece alquanto diversa. Ogni Asana è un simbolo e un percorso energetico. L'abilità nel realizzarla è in primo luogo un fattore mentale, nasce dalla capacità di sentirla e viverla come esperienza complessiva e di mantenere comunque un profondo stato di rilassamento interiore, in seconda un fattore di respirazione, nel senso di saper utilizzare al massimo le potenzialità del respiro per sostenere l'atteggiamento mentale e dare al corpo quella specifica forma. Ultimo in ordine di importanza sta l'impegno fisico.

"L'Asana è perfetta quando non c'è più sforzo nel realizzarla (quando è comoda e stabile), cosi che nel corpo non ci sia più alcun movimento. Al tempo stesso è necessario che la mente prenda la forma dell'infinito, identificandosi con esso". (Yoga Sutra II, 46, 47)

Solo in stato di completo rilassamento la mente può identificarsi con l'infinito, andare oltre i limiti di tempo e durata, nome e forma. Al corpo si richiede di essere comodamente stabilizzato in una delle Asana, scelte tra quelle utili allo sviluppo psicofisico.
Secondo questa visione solo quando una postura è assunta senza sforzo e ugualmente mantenuta per il tempo necessario essa è un'Asana dello Yoga. La mente guida il corpo tramite l'impiego di immagini adeguate, il respiro le anima, le sostiene, le favorisce, le completa. Il corpo si adegua aprendosi all'energia, alla consapevolezza e alla luce.

Le Asana non vanno considerate come gesti comuni, sono invece una forma di preghiera totale che, oltre a cuore, mente e respiro impegna anche il corpo. Quando realizziamo delle Asana, anziché lasciarci guidare dall'idea di fare, possiamo considerarle come delle forme in cui entrare, abiti elastici cuciti sulle nostre misure con millimetrica precisione. Per indossarli non dobbiamo pensare a contrarre i muscoli, ma essere rilassati e plasmabili. Rinunciamo in partenza all'idea di sforzo, sarebbe controproducente, quello che ci serve è il giusto intento, direzione e metodo, e mantenersi morbidi, disponibili e aperti.

Azione terapeutica delle Asana

Una pratica efficace richiede la combinazione di un certo numero di Asana, da 6-7 sino a 2-3 decine, bilanciate in modo tale da formare una totalità armonica.
Una pratica che abbia fondamento su una sequenza ben combinata riesce ad equilibrare tanto il sistema nervoso che quello ormonale, che sono i 2 sistemi di controllo dell'organismo, veloce e lento. C'è anche un aumento dell'energia disponibile e una riduzione delle dispersione. Il sistema nervoso centrale riceve specifici benefici dalle Asana rovesciate o semirovesciate e anche da quelle sedute con le gambe chiuse, specialmente Padma Asana. C'è un maggiore afflusso di sangue, quindi ossigeno e nutrimento, molto benefico anche per gli occhi e gli altri organi della testa.
Per effetto della stimolazione approfondita e delicata della muscolatura involontaria e degli organi interni, che solo le giuste fasi di immobilità nelle diverse posizioni permette di raggiungere, tutti gli organi vitali sono rigenerati.
Per gli Yogi la colonna vertebrale non è solo il sostegno del corpo e l'astuccio contenitore del prezioso midollo spinale, è soprattutto il sentiero dell'evoluzione, un percorso mistico in 7 tappe (i Chakra) capace di farci salire sino al limite della condizione umana, conducendoci alle porte dell'eternità e della realizzazione spirituale. Praticamente tutte le posizioni Yoga, quando la pratica è corretta, hanno un benefico effetto sulla colonna vertebrale, muscoli e legamenti connessi, midollo e nervi spinali. Non si tratta solo dell'azione di allungamento, scarico e irrobustimento delle strutture di sostegno. Grande importanza ha anche il riequilibrio posturale e l'affinamento della propriocezione, la riduzione degli elementi di tensione incontrollata come la rabbia e la paura, il progressivo instaurarsi di uno stato di calma mentale. La pratica delle Asana, ancor più se combinata con il Pranayama, comporta una rapida riduzione della massa grassa in eccesso. Questo tipo di effetto si verifica sempre ed è da collegarsi specialmente a un recupero di sensibilità percettiva delle strutture cerebrali. La pratica delle Asana non favorisce l'aumento della massa muscolare, anzi quasi sempre comporta una leggera riduzione, i muscoli si fanno più asciutti e allungati. La forza e l'agilità sono invece sensibilmente incrementati, sia per effetto di una maggiore sinergia, come anche di una più precisa capacità di rilassare, contrarre e concentrare e non ultimo la sviluppata abilità di guidare il corpo per mezzo di immagini mentali.

Controindicazioni alla pratica delle Asana

Qualsiasi seria e grave patologia può essere una controindicazione alla pratica delle Asana, specie se coinvolge direttamente il cuore o i polmoni. Seguire il buon senso e sempre consultare il proprio medico per avere indicazioni e risolvere dubbi.
Evitare la pratica quando si sia febbricitanti, quando nuclei di linfonodi appaiano visibilmente ingrossati o le nostre condizioni generali di salute siano compromesse in modo evidente, anche se momentaneamente. In questi casi praticare solo il rilassamento profondo (Yoga Nidra).
Per il resto non esistono controindicazioni generali ma invece specifiche che riguardano singole posizioni o gruppi. Ad esempio va evitata la pratica delle posizioni rovesciate in caso infiammazioni o infezioni a organi del capo, sospetto aneurisma, glaucoma, operazioni ai denti.
Gli elementi maggiormente qualificanti (non gli unici) nell'esecuzione di una postura Yoga sono l'atteggiamento mentale, la concentrazione, la respirazione, il minimo sforzo e la capacità di mantenere l'immobilità per il tempo necessario.

Pranayama, la respirazione Yoga

Il termine Prana ha una valenza multipla. Con questo termine si indica, in primis, l'energia universale intelligente, l'alito divino, la quintessenza che genera e dona la vita in ogni sua forma e manifestazione. Prana è energia e materia, satura ogni piega dell'universo, è sostanza originaria e ogni sua particella ha in sé intelligenza e coscienza.
In secondo luogo Prana è il respiro, l'aria che entra ed esce dal corpo, ma soprattutto il divino potere di animare che attraverso questa funzione si manifesta nella sua forma più completa e pura. Dio crea le sue creature con l'argilla ma le rende vive con il suo soffio, che è puro Prana. Attraverso il respiro noi siamo partecipi della natura divina.
Entriamo in questo mondo con un inspiro, lo lasciamo con un'ultima espirazione. Il respiro non è solo il principale sostegno della vita in questo mondo, è come una grande vela capace di trasportarci nel viaggio senza tempo tra una dimensione e l'altra, in forme e luoghi di coscienza diversi.
In terzo luogo Prana è anche una delle funzioni del respiro nel corpo, questo può talvolta creare qualche incomprensione, anche se nella maggior parte dei casi questa funzione è indicata non semplicemente come Prana ma con il termine più corretto di Prana Vayu.

Ayama significa lunghezza, controllo, misura.

Prana e Ayama (uniti assieme Pranayama) formano un termine che ci invita ad una visione musicale del respiro, un movimento dotato di tempi e spazi armonici, di ritmo e cadenza, capace di integrarsi con i flussi di energia fisici e psichici. Ed è precisamente questa la respirazione Yoga, un respiro misurato ed efficace i cui ritmi sono in grado di sostenere i molteplici aspetti della danza della vita.

La dinamica del respiro

Ispirando assorbiamo l'ossigeno indispensabile alla vita delle cellule di tutto il corpo. Senza questo elemento essenziale la vita decade nel giro di pochi minuti. Espirando ci liberiamo dall'anidride carbonica che contrariamente ci avvelenerebbe.

Inspirando ed espirando profondamente e con cura l'intero albero bronchiale e i polmoni si distendono e poi contraggono completamente.

L'ossigeno assorbito con l'inspirazione sterilizza e distrugge la maggior parte degli elementi patogeni che possono essere presenti nell'ambiente, l'espirazione completa è come una pulizia a fondo, e favorisce l'espulsione di tutti quelle sostanze non compatibili o potenzialmente dannose. Al tempo stesso prepara l'apparato respiratorio alla successiva e benefica inspirazione.

 

Una respirazione efficace da energia all'intero organismo e lo purifica, alleggerisce il lavoro del cuore e rigenera i tessuti. La pelle acquista maggiore luminosità, la mente si fa pronta e lucida. Inoltre mobilizza il diaframma, il muscolo respiratorio per eccellenza, e con questo favorisce una buona circolazione del sangue, specie il ritorno venoso, stimola l'attività degli organi digestivi ed escretivi, mantiene tonici ed elastici muscoli e articolazioni del tronco.

Per effetto dello stretto legame con l'energia mentale una respirazione misurata e correttamente cadenzata influisce in modo diretto e immediato sul flusso delle onde mentali, favorendo un rallentamento del vortice dei pensieri e quindi una maggior chiarezza, come pure l'interruzione di idee ossessive e ripetitive o il superamento di stati di oscuramento e pesantezza.

Agendo in modo diretto sui Chakra e sulle Nadi il Pranayama favorisce equilibrio e purificazione, il recupero di facoltà latenti e il superamento di stasi energetiche derivanti da traumi o ristagni emotivi. Il riequilibrio delle funzioni nervose ed endocrine genera un particolare senso di benessere e leggerezza. La purificazione generale e lo stato di calma mentale favoriscono e perfezionano l'azione del sistema immunitario, così che lo Yogi sembra divenire immune dalla maggior parte dei disagi e delle malattie che affliggono l'umanità.

Le Mudra dello Yoga

Le Mudra (significa gesto) dello Yoga hanno lo scopo e l'effetto di creare percorsi energetici favorevoli, per dirigere il Prana sottile verso i Chakra superiori e ridurne la dispersione. Aprono la mente ad un più elevato livello di coscienza, favoriscono la concentrazione e il superamento di meccanismi mentali inconsci.
Vengono normalmente divisi in cinque classi di appartenenza:

Gesti delle mani (Hasta Mudra)
Gesti della testa (Mana Mudra)
Gesti di posizione (Kaya Mudra)
Gesti della base (Adhara Mudra)
Gesti di chiusura (Bandha Mudra o semplicemente Bandha)

Nella quotidianità la maggior parte dell'energia assorbita e incanalata da Nadi e Chakra viene dispersa in mille modi diversi, soprattutto attraverso le mani, gli occhi e in generale l'attività sensoriale, le emozioni violente, i sentimenti ostili e i processi mentali incontrollati e meccanici.

La nostra struttura energetica è instabile ed eccessivamente porosa, così gran parte del nostro potenziale viene inutilmente sperperato. Questo ci rende deboli, altera le facoltà di reazione del sistema immunitario come pure il sistema nervoso, la concentrazione e la capacità di trovare soluzioni creative ai diversi problemi con cui la vita ci invita a confrontarci. Ci fa sentire fragili e incerti, irritabili e insoddisfatti. La prima funzione delle Mudra è proprio questa, isolarci in senso positivo, ridurre le dispersioni che ci depauperano costantemente di energia. Inoltre le Mudra permettono la trasformazione dell'energia da livelli inferiori a quelli superiori, ne aumentano cioè l'intensità vibratoria e la direzionano verso i centri mentali o la dove in quel momento è più necessaria.  
Per questo effetto di controllo e direzionamento dell'energia, tanto dall'interno verso l'esterno che tra piani diversi dell'essere, le Mudra sono da considerarsi, secondo la logica dello Hatha Yoga, come pratiche di Pratyahara, che è l'ultima delle membra esterne del Raja Yoga, subito prima della concentrazione.

Le Mudra sono parte integrante del Pranayama, delle Asana, della Meditazione e in generale sono preziose e insostituibili in tutte le pratiche Yoga.

Mantra

Mantra è una parola composta, formata dal termine Man, che significa mente, e Tra che sta a indicare una protezione, un riparo. In primo luogo il Mantra è considerato come un mezzo efficace per proteggere la mente dal continuo, dispersivo e incontrollato agitarsi di pensieri frammentari, ripetuti e meccanici.

La ripetizione ritmata è estremamente gradevole e crea un "punto di attenzione e di aggregazione" che richiama l'energia mentale, distaccandola dal pensiero discorsivo e dalle immagini incontrollate.
Inoltre il Mantra ha il potere, in base ai suoni che lo compongono e al ritmo con cui viene ripetuto, di attivare per risonanza specifiche energie che gradualmente divengono preponderanti e, dall'interno, modificano in senso spirituale il carattere, le preferenze e le tendenze dell'individuo.

Il Mantra originario, la vibrazione primordiale è 'Om'. Come tutti i numeri sono frazioni e multipli dell'uno, così tutti i suoni sono in rapporto con 'Om', da lui nascono e in lui rientrano. Om implica il concetto di totalità e sintesi, le lettere che lo compongono (A, U, M) quello di trinità, a simboleggiare tutti i tre che sostengono l'universo e ne regolano la manifestazione.

I principali elementi di queste triadi sono:

  1. I 3 Guna, Sattva, Rajas e Tamas.
  2. I 3 Deva, Brahma (creazione), Visnu (conservazione) e Shiva (distruzione).
  3. I 3 stati di coscienza relativa, veglia, sonno e sonno profondo
  4. Le 3 componenti dell'essere umano, corpo, mente e spirito.
  5. I 3 sessi, femminile, maschile e neutro.
  6. Le 3 dimensioni del tempo, passato, presente e futuro.
  7. Le 3 dimensioni dello spazio, profondità, larghezza e altezza.
Dall'Om prendono forma le vibrazioni fondamentali, che vanno intese come semi o potenze, da cui si sviluppano, per combinazione e condensazione, tutti gli altri elementi. La vibrazione rappresenta quindi il livello più sottile della manifestazione, ne esprime e contiene le caratteristiche fondamentali. Conoscere un elemento o una forza significa, prima di tutto, essere in grado di decifrarne note e ritmi, avendo così accesso alla sua parte più intima e segreta, divenire partecipi del suo potere.
 

La scienza del Mantra si occupa specialmente di questo, di come favorire la realizzazione dello Yoga e, quindi, la trasformazione delle energie individuali in senso spirituale, utilizzando in modo specifico formule vibratorie composte da sequenze di parole o suoni e dotate di cadenza e ritmo. Om, che è il padre e la madre di ogni vibrazione, è sempre presente come sillaba iniziale.

La O è la vibrazione più intensamente spirituale, risuona nel cuore (dove risiede il principio spirituale individualizzato), espande la coscienza e genera una profonda beatitudine. è il suono che naturalmente si emette nel momento dell'orgasmo quando è veramente profondo e completo. La M è la vibrazione dell'energia dinamica, della materia in trasformazione, quasi uno sfrigolio di corrente ad altissima tensione, e ci collega per risonanza alla mente cosmica.

Nella ripetizione costante e ritmata Om e Mo si confondono, divengono un unico suono, a testimonianza dell'identità tra inizio e fine di tutte le cose, di una condizione di superamento di tempo e spazio.

La meditazione

La meditazione è una speciale condizione della mente.
Gli usuali stati della mente sono la veglia, il sonno e il sonno profondo.
Ogni stato mentale ha una specifica frequenza o lunghezza d’onda, più veloce durante la veglia e che raggiunge il minimo nel sonno profondo. La meditazione, o quarto stato della mente, include tutte e tre le condizioni usuali e al tempo stesso le trascende.
Durante la veglia conosciamo la realtà attraverso le percezioni sensoriali, la memoria e il pensiero, durante il sonno vengono elaborati contenuti inconsci, nel sonno profondo la mente riposa e si rigenera, tutte le attività sono sospese e non c’è quasi alcuna forma di coscienza.
Durante la meditazione la frequenza delle onde mentali rallenta in modo molto significativo, si porta sui livelli del sonno e del sonno profondo, ma al tempo stesso noi siamo svegli e manteniamo attenzione, percezioni e memoria; è questo che rende la meditazione così speciale e rigenerante. Possiamo gestire l’esperienza come durante la veglia, avere accesso all’inconscio come quando siamo addormentati ed entrare in contatto con la mente universale come durante il sonno profondo, ma rimanendo perfettamente coscienti. L’essere coscienti fa la differenza e, mentre il sonno profondo è rigenerante ma buio, e noi non potremmo spiegare in alcun modo ciò che abbiamo fatto o conosciuto, la meditazione è invece un’esperienza luminosa, memoria ed attenzione sono attive e i circuiti mentali aperti e facilmente attraversati e purificati dal flusso di energia che costantemente emana dalla mente universale.

Dall'Om prendono forma le vibrazioni fondamentali, che vanno intese come semi o potenze, da cui si sviluppano, per combinazione e condensazione, tutti gli altri elementi. La vibrazione rappresenta quindi il livello più sottile della manifestazione, ne esprime e contiene le caratteristiche fondamentali. Conoscere un elemento o una forza significa, prima di tutto, essere in grado di decifrarne note e ritmi, avendo così accesso alla sua parte più intima e segreta, divenire partecipi del suo potere.
 

La meditazione è uno strumento di salute a tutti i livelli e la modalità più efficace e sicura per realizzare una superiore condizione mentale, ridurre le dispersioni energetiche provocate dal pensiero ripetitivo e puramente associativo e intensificare il livello energetico, sviluppare il potenziale psichico e portare a fioritura il proprio destino e missione su questo pianeta.

© Maurizio Morelli www.mauriziomorelliyoga.com